Cartografia estensione Parco della Majella

Dall’analisi dell’estensione territoriale del Parco Nazionale della Majella, possiamo notare che sono quattro i comuni che hanno il centro abitato all’interno del perimetro del parco:
- Caramanico
- S. Eufemia a Majella
- Pacentro
- Campo di Giove
Sant’Eufemia a Majella è un centro montano dell’Alta Valle dell’Orta, è posta a mezza costa del Monte Rapina (a circa 900 metri s.l.m.) fra i massicci della Majella e del Morrone. Il suo territorio comunale, interamente incluso nel Parco Nazionale della Majella, comprende la Riserva Naturale Orientata Lama Bianca e la parte più selvaggia e pittoresca dell’alto corso del fiume Orta. Comprensorio di straordinaria valenza ambientale per la varietà degli habitat naturali che racchiude al suo interno, dai brecciai di vetta di Monte Amaro (2795 m.) alla vallata fluviale sottostante

Cartografia zonizzazione Parco della Majella

Dalla zonazione del Piano del Parco Nazionale della Majella possiamo dedurre che Sant’Eufemia a Majella ha il centro abitato interamente all’interno del perimetro del parco ed esso è inserito nella zona D2, vale a dire insediamenti disciplinati dagli strumenti urbanistici comunali.
Nelle zone D2 il Piano del Parco definisce i criteri fondamentali di merito per la formazione e la revisione degli strumenti urbanistici comunali (generali ed esecutivi).
I Piani regolatori comunali devono individuare i Centri Storici ed i nuclei di antica formazione. In queste aree gli interventi consentiti sono esclusivamente quelli sul patrimonio edilizio esistente, di manutenzione ordinaria e straordinaria, recupero e restauro conservativo. Gli interventi debbono tendere alla conservazione o al ripristino dei caratteri tipologici costruttivi ed estetici tradizionali del luogo, attraverso l'utilizzazione di materiali appropriati.
Le previsioni di nuovi insediamenti con qualsiasi destinazione d'uso, ad esclusione di quelli previsti nel Piano di fruizione dello Schema Direttore del Parco ed approvati dall'Ente Parco, debbono essere localizzati in continuità con l'impianto urbanistico esistente.
L'incremento insediativo massimo consentito deve essere inferiore o uguale, rispettivamente:
-al 20 % della popolazione residente nel perimetro della zona, per gli interventi residenziali;
-al 20% dei numeri dei posti letti esistenti nel perimetro della zona per la ricettività turistico-alberghiera ed extra-alberghiera;
-al 20% della superficie lorda pavimentabile degli insediamenti produttivi esistenti nel perimetro della zona, per gli insediamenti di tipo produttivo.
Gli interventi di completamento edilizio o di nuova edificazione, sono progettati nel rispetto della conformazione orografica dei luoghi e delle caratteristiche morfologiche dell'impianto urbano esistente e del sito specifico; s’inseriscono nel paesaggio naturale e costruito in modo da esaltarne i caratteri di tradizione ed identità, nel rispetto delle tipologie urbanistiche e edilizie locali.
Nelle aree esterne a quelle identificate come Centri Storici o Nuclei ad antica formazione, gli interventi consentiti sono quelli di manutenzione ordinaria e straordinaria, recupero e restauro conservativo e ristrutturazione edilizia. Eventuali interventi di nuova edificazione, sostituzione edilizia o di Ristrutturazione urbanistica sono soggetti a Piano particolareggiato di natura esecutiva.
Gli interventi di cui sopra sono sottoposti a piano particolareggiato o ad un progetto Unitario che dimostri l'applicazione dei criteri progettuali sopraindicati ed evidenzi le relazioni con il contesto.
Il territorio circostante il centro abitato è inserito nella zona B per la parte che comprende la fascia pedemontana del Morrone nella parte occidentale e la fascia pedemontana della Majella nella parte orientale.
In tale Zona:
a) Sono consentite le utilizzazioni produttive tradizionali e la realizzazione delle infrastrutture strettamente necessarie alle stesse, nonché gli interventi di gestione delle risorse naturali a cura dell'Ente Parco.
b) E' vietata la costruzione di nuovi manufatti.
Per gli insediamenti edilizi esistenti sono consentiti esclusivamente interventi di Manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro conservativo con un aumento fisiologico di volumetria e di Superficie lorda pavimentabile nel massimo del 10%
Gli interventi di cui sopra sono finalizzati alla conservazione ed al recupero del patrimonio esistente e dei caratteri tipologici ed edilizi tradizionali. Nel caso di recupero con riuso per attività connesse alle finalità del Parco, sono consentiti ulteriori limitati ampliamenti o collegamenti tra edifici necessari per rispettare le norme di settore.
La fascia invece che comprende la zona montana del Morrone e della Majella è inserita nella zona A.
In tale Zona:
c) è vietata la costruzione di nuovi manufatti;
d) è possibile la manutenzione ordinaria dei sentieri indicati nel Piano della fruizione previsto nello Schema Direttore del Piano del parco e delle strutture non indicate come elemento di contrasto nella Carta degli elementi di contrasto allegata al Piano.Per gli insediamenti edilizi esistenti sono consentiti esclusivamente interventi di Manutenzione ordinaria, restauro conservativo senza aumento di volumetria e di Superficie lorda pavimentabile.
Gli interventi di cui sopra sono finalizzati alla conservazione ed al recupero del patrimonio esistente e dei caratteri tipologici ed edilizi tradizionali. Nel caso di recupero con riuso per servizi del parco, rifugi o bivacchi, sono consentiti limitati ampliamenti o collegamenti tra edifici necessari per rispettare le norme di settore.
Sono vietati interventi forestali ad eccezione di quelli autorizzati o promossi dall'Ente Parco nel perseguimento delle sue finalità o per motivi scientifici.
Questi vincoli se da una parte garantiscono , una perfetta conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale ed edilizio esistente , dall’altra generano un diffuso malcontento da parte della popolazione residente che in ogni loro movimento devono rispettare una pluralità di vincoli.
Sarà proprio questa la difficoltà principale del Parco Nazionale della Majella : far capire alla popolazione residente che far parte di un Parco Nazionale non è un limite al proprio sviluppo , ma anzi oltre ad essere un’opportunità di sviluppo esso può essere una straordinaria occasione per il riconoscimento e la promozione a livello nazionale e internazionale di territori e di identità locali. .
A tal riguardo un esempi incoraggianti provengono dai comuni interni al Parco Nazionale d’Abruzzo , che dall’istituzione del Parco ad oggi hanno visto un ragguardevole sviluppo.
Un Piano Regolatore in armonia con le previsioni generali del Piano del Parco e capace di cogliere le enormi potenzialità di ecosviluppo del territorio e quindi di rispondere sia alle esigenze di conservazione, proprie di un territorio destinato a Parco Nazionale, che a quelle di sviluppo della collettività locale.